Ci sono capitoli della storia che non si possono e non si devono dimenticare. Insieme a essi viaggiano in parallelo storie che contribuiscono a mantenere vivo nel tempo il ricordo di quegli stessi capitoli.
Una è questa.
Una è questa.
L’ente umanitario ebraico American Joint Distribution Committee (JDC), nel 1935 incarica un fotografo di documentare la vita nelle città e nei ghetti delle famiglie ebree. Il fotografo si chiamava Roman Vishniac e ancora non sapeva di essere sul punto di fermare sulla sua pellicola istanti appartenenti al mondo dello schtetl polacco alla vigilia della sua eclissi e del macello dell’Olocausto. Le sue immagini guardano dritto negli occhi, raccontano storie, evocano momenti di vita quotidiana e soprattutto emozionano.
Vishniac lavorò principalmente con due macchine fotografiche, una Rolleiflex e una Leica, e raccolse moltissime immagini; un corposo estratto è contenuto nel libro "A Vanished World" (Un Mondo Scomparso).
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| ph. Roman Vishniac |
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| ph. Roman Vishniac |
"Queste foto mostrano delle persone e dei luoghi che non esistono più; ma, nel mio ricordo, esse sono sempre là. Spero che voi guarderete ciascuna di queste foto assieme alla loro storia, e che anche voi vedrete il mondo che io ho visto". (Roman Vishniac)
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| ph. Roman Vishniac |
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| ph. Roman Vishniac |
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| ph. Roman Vishniac |
Info
http://vishniac.icp.org/
Biografia completa
http://en.wikipedia.org/wiki/Roman_Vishniac#Photography_2
A vanished World, il libro
http://www.amazon.com/A-Vanished-World-Roman-Vishniac/dp/0374520232

























