mercoledì 7 novembre 2012

Gianni Berengo Gardin al Museo di Scienze Naturali, Torino


Inaugura questa sera, Mercoledì 7 novembre ore 17,30, la mostra fotografica di Gianni Berengo Gardin, uno fra i più noti e importanti maestri della fotografia italiana, nell’ambito del Festival “Per Sentieri e Remiganti”, giunto alla VI edizione. A ospitare Sguardi Gentili, il percorso in bianco e nero composto da 40 immagini sarà il Museo Regionale di Scienze Naturali, via Giolitti 36, Torino. 



Gianni Berengo Gardin è tra i più noti e importanti fotografi italiani. Nato a Santa Margherita Ligure, si occupa di fotografia dal 1954. Fino al 1965 lavora per Il Mondo. Nel corso degli anni collabora con le maggiori testate nazionali ed internazionali (Domus, Epoca, L'Espresso, Time, Stern, Harper's Bazaar, Vogue, Du, Le Figaro). Berengo Gardin ha esposto le sue foto in centinaia di mostre che hanno celebrato il suo lavoro e la sua creatività. Ha pubblicato oltre 200 libri di fotografia. Tra gli altri, ''Venise des Saisons'', ''Morire di classe'', ''L'occhio come mestiere'', ''Toscana'', ''Francia'', ''Gran Bretagna'', ''Roma'', ''Dentro le case'', ''Dentro il lavoro'', ''Scanno'', ''Il Mondo'', ''Un paese vent'anni dopo'', ''In treno attraverso l' Italia'', “Gianni Berengo Gardin Fotografo''.

Info e Contatti
8 novembre 2012 - 6 gennaio 2013
Museo Regionale di Scienze Naturali, Via Giolitti 36 – Torino
Biglietto intero € 5 - ridotto € 3 lunedi – domenica 10.00 – 19. 00 - Chiuso il martedi
info@gruppodelcerchio.it – 335 19 52 006
Biglietteria presso MRSN – info e convenzioni: www.persentierieremiganti.it

martedì 6 novembre 2012

Un tranquillo week-end di paura

Prendete nota, prendete fiato, prendete la rincorsa....prendete tutto ciò che riuscite, perché il week-end che sta arrivando è talmente intenso di eventi d'arte che non riuscirete comunque a prendere tutto.
In questi casi occorre avere ben chiara l'offerta e dedicarsi a ciò che più interessa. Ecco dunque di seguito tutti gli eventi in programma con i link ai siti dedicati per i vostri approfondimenti. 



9-11 novembre 2012, Oval Lingotto, Torino - Artissima




Nel corso degli anni Artissima si è accreditata a livello internazionale come un osservatorio sulla migliore ricerca nel campo delle arti visive e un evento culturale imperdibile per addetti ai lavori, appassionati d’arte e per la stampa, attirando circa 50.000 visitatori e 1.300 giornalisti nel 2011.

La fiera è suddivisa in quattro importanti sezioni: Main Section, che ospita le gallerie più rappresentative del panorama artistico mondiale;New Entries, dedicata alle gallerie giovani più interessanti; Present Future, sezione ad invito caratterizzata da stand monografici di artisti emergenti a livello internazionale; e Back to the Future, mostre personali di artisti attivi tra gli anni ’60 e ’70 selezionati da un team di prestigiosi direttori di museo e curatori.


9-11 novembre 2012, Le Nuove, Torino - The Others



The Others è un innovativo progetto espositivo internazionale dedicato allʼarte contemporanea emergente, promosso dallʼAssociazione The Others, allestito nella suggestiva sede de Le Nuove, grande edificio carcerario del 1870 ora adibito a spazio museale permanente, oltre che a sede temporanea di eventi culturali, musicali, teatrali. Dopo il successo dellʼedizione numero zero dellʼanno scorso (oltre 13.000 visitatori e 300 giornalisti) The Others 2012 conferma e consolida la sua dichiarazione dʼintenti: promuovere e affermare i giovani artisti e le loro gallerie. I protagonisti sono una cinquantina di operatori, profit e no-profit, che lavorano in modo continuativo a programmi dedicati a giovani artisti. 


8-11 novembre 2012, C.so Regio Parco 142, Torino - Photissima

Ideata e organizzata dalla Fondazione Artevision, Photissima Art Fair è una manifestazione internazionale interamente dedicata alla fotografia, che si terrà a Torino dall’8 all’11 novembre 2012, durante la settimana dell’arte contemporanea.

Sotto un unico tetto, gli affascinanti spazi post-industriali delle Ex Manifatture Tabacchi, battono i due cuori di Photissima Art Fair: la Fiera diretta da Telemaco Rendine e il Festival sotto la direzione artistica di Carlotta Petracci.

Una settimana all’insegna di mostre ed eventi dedicati a tutti coloro che amano la fotografia.








10 novembre 2012, Torino - Notte delle Arti Contemporanee


Musei, gallerie e spazi per l’arte aperti fino a tarda sera, ingressi gratuiti e ridotti, performance, installazioni, concerti: sabato 10 novembre Torino consolida il suo ruolo di capitale dell’arte contemporanea presentando un programma di eventi che prosegue fino a tarda notte.

È la Notte delle Arti Contemporanee, ovvero l’occasione per appassionati e semplici curiosi di vivere lo Speciale Autunno 2012 di ContemporayArt Torino Piemonte oltre il consueto orario di visita.

Come tradizione, tutti i musei e le gallerie del sistema sono in prima linea: la GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea con la mostra su Salvatore Scarpitta, la seconda edizione di Vitrine eSurprise; il Castello di Rivoli con La storia che non ho vissuto, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo con For President, la Fondazione Merz che ospita le opere di Marisa Merz, e Palazzo Madama sede dell’esposizione dei ritratti di Robert Wilson.

Tante dunque le occasioni di andare in giro per la città per tutta la serata, ammirando le Luci d’Artista 2012 con le due nuove opere a firma Valerio Berruti e Martino Gamper, scoprendo il programma d’arte sperimentale di Artissima Lido nel Quadrilatero Romano, o i giovani emergenti di Paratissima – che per l’edizione 2012 si sposta all’ex MOI e tra le strade di Borgo Filadelfia – e i dj-set di The Others, con Alessio Bertallot e Marco Cadioli nelle ex Carceri Le Nuove. Gli appassionati di design invece hanno di che sbizzarrirsi con Paratissima Design (a San Salvario), Operae, la Mostra Mercato del design autoprodotto alla Cavallerizza Reale, o Wabi Sabi – Italian Slow Design. E poi ancora: la mostra La Linea Gotica nella Galleria Sottana del MIAAO, i Protagonisti – 99 ritratti al Labloft, il collettivo NA.TO. alle Ex Manifatture Tabacchi, The Sound of Painting a Palazzo Saluzzo Paesana, lo special party di Kaninchen-Nacht e gli spettacoli dai balconi di San Salvario, Fuori come un balcone, a cura di Glocal Sounds.

lunedì 5 novembre 2012

The Mygoma Orphanage, Khartoum by Abbey Trayler-Smith

di Armando Cervetti

Passa attraverso l'occhio della fotografa gallese Abbey Trayler-Smith, fotoreporter per il Daily Telgraph, il progetto dal titolo "The Mygoma Orphanage". Si tratta di una storia per immagini che racchiude tantissime altre storie, quelle dei bambini abbandonati che finiscono nell'orfanotrofio di Khartoum, la capitale del Sudan. 
L'orfanotrofio musulmano di Khartoum è uno dei più grandi del Sudan e ad oggi si prende cura di oltre 200 bambini.


 © Abbey Trayler-Smith
 © Abbey Trayler-Smith
 © Abbey Trayler-Smith
 © Abbey Trayler-Smith

Link

mercoledì 31 ottobre 2012

La linea gotica. Photography, Fashion, Paraphernalia, MIAAO, Torino

E' uno degli eventi off di Photissima, quello che inaugura stasera su invito al MIAAO, Museo delle Arti Applicate di Torino e che si incastra perfettamente in clima Halloween. Per la prima volta in Italia i lavori di Christophe Dessaigne saranno parte, in qualità di special guest, della collettiva dal titolo "La linea gotica. Photography, Fashion, Paraphernalia" che si terrà dal dal 31 ottobre al 30 dicembre 2012.

Nato nel 1973, Dessaigne ha una formazione cinematografica e fumettistica ed è totalmente ossessionato da una ‘estetica delle rovine’ che fin dall'inizio plasma il suo percorso artistico fatto di immagini per copertine di romanzi noir e gotici.

Le sue foto, spesso set costruiti in ambienti disastrati e di degrado, sembrano riportare in vita architetture urbane fatiscenti, che assumono le sembianze di palcoscenici morbosi e inquietanti paralizzati nel tempo.

"La linea gotica. Photography, Fashion, Paraphernalia" annovera una lunga serie di artisti in mostra, tra cui le due artiste fotografe italiane Giulia Caira e Monica Carocci tra le prime negli anni ‘90 a rinnovare una iconografia “gotica". Accanto a loro sfilano giovani artieri, alcuni dei quali al debutto espositivo: Art_Missy, Silvia Celeste Calcagno, Clorophilla Clorophillas, Gabriella Di Muro, Andrea Mucelli, Yakumo Kobe.


© Giulia Caira

© Giulia Caira


Info & contacts
MIAAO Museo Internazionale delle Arti Applicate Oggi
Via Maria Vittoria 5, Torino
Info: +39 011 5611161
miaao.museo@gmail.com

Orari
Inaugurazione mercoledì 31 ottobre 2012, su invito
1 novembre – 30 dicembre 2012
da martedì a venerdì ore 16-19.30, 
sabato e domenica ore 11-19; 
lunedì chiuso
Sabato 10 novembre 2012, per la Notte delle Arti Contemporanee, apertura prolungata sino alle ore 24
Ingresso gratuito


mercoledì 24 ottobre 2012

zoom 360 v.2.0 vi aspetta al Soundart!

v-ars visualartspace (per gli amici solo v-ars) ha compiuto da poco gli anni, o meglio l'anno. E' stato uno solo è vero, ma è stato molto intenso di iniziative, di nuove entrate e chiaramente di fotografia. 

Per festeggiare questo 1° compleanno vi aspettiamo martedì 30 ottobre 2012 dalle 19.00 al Soundart, via Sant'Anselmo 20/c a Torino, in occasione dell'inaugurazione della mostra Zoom 360 v.2.0, a cura di v-ars visualartspace. 


Zoom 360 v.2.0 quest'anno intraprenderà un percorso ancora più articolato passando anche attraverso le inedite atmosfere di Donatella Arione, Giada Montinaro e Marco Garrone, che per la prima volta abbiamo il piacere di presentare in una collettiva v-ars. 
Qui sotto trovate tutte le informazioni necessarie per venire a bere un bicchiere con noi.

Vi aspettiamo numerosi! 

Uno “zoom satellitare” sul pianeta Terra, che parte dalla rielaborazione grafica di immagini tratte da Google Earth fino a raggiungere, inquadrando con insolite prospettive, gli oggetti più intimi con i quali condividiamo la nostra quotidianità, passando per i tunnel della linea metropolitana di Vienna, i muri della città, i cavalcavia di periferia, e gli interni d’appartamento. Un percorso tra vari stili espressivi, rappresentati da alcuni scatti tratti da diversi progetti di ognuno degli autori, si trasforma così in una riflessione sul mondo che abitiamo e sulle forme di vita che ne vivono gli spazi. 

CORRADO FERRI con la sua satellit@rt restituisce scorci del nostro pianeta attraverso immagini satellitari digitalmente modificate. ARMANDO CERVETTI rivela tracce inattese lasciate dal tempo e dall'uomo nel contesto degli spazi urbani. MAURIZIO MARINO s’interroga sul coesistere terreno di mondi paralleli e sulle deformazioni che questo comporta. GIULIANA GABRI GIBELLI riflette sulle difficoltà e incertezze dei giovani: prendere la propria strada è un tuffo nella luce abbagliante, per abbandonare definitivamente il calore dello spazio condiviso. GIADA MONTINARO si confronta con le intimità della bambola più piccola di un enorme matriosca : il mondo. SARA FIGUEIREDO indaga il tema dell'invidia attraverso gli atteggiamenti e gli sguardi di due bambine immerse nei loro giochi. SERENA INTURRI esplora un sottomondo urbano in cui la vita scorre indipendentemente dall'alternarsi del giorno e della notte. DONATELLA ARIONE invita l’osservatore a perdersi in un contesto ovattato, dove il tempo sembra essersi fermato e lo spazio non avere più confini. MARCO GARRONE cerca di riprodurre fedelmente l'unica assenza che si ricerca attivamente, il silenzio. Il vuoto di suoni diventa così una illimitata palestra per la mente.

Rassegna Stampa




martedì 23 ottobre 2012

Born to be Wild di Giorgia Oldano, 25/10-24/11/2012, Galleria Dieffe


Inaugura Giovedì 25 ottobre alle ore 18.30 alla galleria d'arte contemporanea Dieffe di via Porta Palatina 9 a Torino, la personale di Giorgia Oldano dal titolo Born to Be Wild.  

Protagonisti della mostra sono gli animali che Giorgia Oldano ritrae in modo molto naturale, quasi fossero vivi, lì davanti allo spettatore. Spesso è il loro sguardo a lasciarti immobile, paralizzato, come se ti sfidasse o ti tenesse a bada. 
Noi saremo lì giovedì sera, a lasciarci incantare e a sperare che nessuno di quegli sguardi prenda vita e si lanci a tutta forza addosso ai nostri corpi incantanti ad ammirarli.






Giorgia Oldano - Biografia
Giorgia Oldano, giovane pittrice torinese classe 1984, ha trovato nella pittura la via migliore per esprimersi, per emozionare, ma anche per testimoniare ciò che in natura si sta lentamente dissolvendo. Protagonisti dei suoi quadri sono gli animali ritratti, quasi sempre, in modo da esaltarne lo sguardo. I suoi orsi bianchi sono legati intimamente all’acqua trasparente, fluida, dinamica.

Attraverso un’interpretazione personale dei suoi soggetti, estremamente coinvolgente, Giorgia vuole restituire l’emozione di un incontro, di un’immaginata illusione che sprigiona con forza il richiamo della libertà e della purezza dell’universo.

Laureata in Pittura all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, aspira a diventare pittrice a tempo pieno. Tuttora lavora nella sua casa studio di Pancalieri, avvolta in un limbo lontano dalla città. Vive momenti intimi e solitari nei quali, padrona del colore, affresca le sue tele e momenti di autocritica (quali mostre ed eventi) dove si confronta con il pubblico ascoltando pareri e consigli sul suo lavoro.
Nel 2012 vince il premio assoluto di Campionessa Italiana di Disegno Naturalistico, concorso “OASIS Disegna la Natura”, che la porterà a vivere un’esperienza unica in Africa, tra Malawi e Zambia.
Disordinata sognatrice, crede che una parte di sé rimarrà sempre bambina, nutrita dai libri, dai colori dalla musica, dalla fotografia e dalla natura.


Informazioni sulla mostra
Galleria Dieffe Arte Contemporanea
Via Porta Palatina 9 - Torino 10122
Tel +39 011 4362372
www.galleriadieffe.com
info@galleriadieffe.com
www.giorgiaoldano.com

Orari:
dal 25/10 al 24/11/2012
dal martedì al sabato 15,30 - 19,30
o su appuntamento

lunedì 22 ottobre 2012

1960. Io reporter - la passione di Ermanno Rea per la fotografia di reportage diventa un libro

di Armando Cervetti



Il 10 ottobre è uscito per Feltrinelli, 1960. Io reporter, che raccoglie le immagini scattate dal 1955 al 1965 dal giornalista e scrittore napoletano. Classe 1927, Ermanno Rea, un passato da giornalista e un presente da scrittore, di costante ha sempre mantenuto la passione per la fotografia e il reportage. Tanto che alla fine degli anni '50 interrompe la carriera giornalistica all'Unità per dedicarsi unicamente allo scatto e andare in giro a raccontare il mondo con tre Leica e una Rolleiflex. Rea ha fotografato le condizioni di vita – spesso difficili – del Meridione italiano e di molti altri paesi, dal Giappone all’Irlanda, dalla Germania al Nepal.



Ermanno Rea (© Giangiacomo Feltrinelli Editore Milano)

Il Libro
"1960. Io reporter» (Feltrinelli, 238 pagine di grande formato, 25 euro) è il libro che ci tramanda una parte del lavoro fatto in quegli anni da Rea in diverse parti del mondo, dal nostro Mezzogiorno al Nepal, dal Giappone all'Africa, dalla Germania all'Irlanda.

Ermanno Rea (© Giangiacomo Feltrinelli Editore Milano)
Ermanno Rea (© Giangiacomo Feltrinelli Editore Milano)
 Preceduto da un ampio e intenso racconto delle vicende, spesso assai cupe, che si intrecciarono a quella scelta professionale, è in sostanza ciò che rimane di un grosso archivio che per la maggior parte è andato disperso (perché trafugato mentre era in deposito presso un'agenzia di Milano), e che tuttavia, per la parte residua, recuperata in modo spesso fortunoso, ben documenta una sensibilità tipica dell'epoca, lo spirito di un lavoro fatto tenendosi sempre dalla parte degli ultimi, di quel proletariato le cui sorti restavano centrali anche nella visione di un intellettuale profondamente deluso dalle ambiguità, dagli equilibrismi, dalle menzogne della macchina-partito. Documenta, inoltre, la prima stagione del fotogiornalismo italiano, quella di maestri come Garrubba e Sansone — poi ne vennero molti altri, da Dondero a Mulas — in un'epoca in cui quel mestiere si poteva scegliere come abbracciando il sogno di una vita piena e avventurosa, benedetta da tanti privilegi (compreso, persino, quello economico), sia pure subordinati al grado di intelligenza e di apertura mentale dei committenti, tenuto conto del fatto che «i direttori dei giornali in genere non capiscono un cazzo, quasi peggio dei loro redattori dipendenti» (ma nel racconto di Rea ci sono anche direttori di tutt'altra pasta, primi fra tutti Mario Pannunzio e Gaetano Tumiati)". (fonte: corriere del mezzogiorno)